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FISCHIA IL VENTO: LA CARTAMONETA PARTIGIANA – I PARTE

mer, lug 21, 2010

Banconote




FISCHIA IL VENTO: LA CARTAMONETA PARTIGIANA – I PARTE
di JOHN LAW
Continuando la nostra carrellata sugli eventi e la monetazione della seconda guerra mondiale, veniamo a parlare dei buoni cartacei, vera e propria cartamoneta a tutti gli effetti, stampati dai movimenti partigiani in lotta contro i nazifascisti, per autofinanziarsi.

Buoni partigiani furono stampati e utilizzati, oltre che in Italia, in Jugoslavia, Grecia, Polonia; segnaliamo infine i numerosi biglietti emessi clandestinamente nelle Filippine durante l’occupazione giapponese.

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La prima parte dell’articolo è dedicata ai biglietti italiani, nella seconda tratteremo degli altri paesi.

Dopo l’8 settembre 1943 gli antifascisti più decisi cominciarono ad organizzarsi militarmente, costituendo gruppi autonomi sempre più numerosi riuniti poi nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale); essi riuscirono a sopravvivere tra disagi e stenti di ogni genere in mancanza di aiuto da parte degli Alleati, che arrivò molto tardi, quando il movimento si era ormai consolidato.

Tra le iniziative prese (oltre naturalmente a quelle militari) anche alcune di carattere finanziario, quali l’emissione di prestiti, imposizioni fiscali, requisizioni, emissione di buoni monetari e francobolli e “tutto ciò che può essere acquistato anche per ragioni di collezionismo” (Giorgio Bocca – Storia d’Italia nella guerra partigiana).

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Alla lotta armata di liberazione partecipò una minoranza degli antifascisti, ma milioni di italiani, pur senza prendere le armi, in coraggioso silenzio, sostennero in modo attivo e passivo la Resistenza: tra gli atti di sostegno va inclusa anche la sottoscrizione dei prestiti partigiani e l’accettazione della ricevuta che, se trovata, comportava la fucilazione.

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La tipologia dei buoni monetari è molto vasta, sia per la varietà degli emittenti, sia per la frequente articolazione delle emissioni in più tagli fissi; esteticamente, presenta forme di grande semplicità, anche rozze, tenendo conto delle difficoltà incontrate per l’allestimento in clandestinità.

Sono qui riprodotti due buoni da 100 lire, il primo, della “Brigata Garibaldi Friuli”, stampato su un solo lato, l’altro emesso dalle formazioni “Giustizia e Libertà” legate al Partito d’Azione.

Il CLN per la Venezia Giulia, impegnato a combattere su due fronti, contro i tedeschi e contro le mire jugoslave su quei territori, banconoteemise, alla fine del 1945, una serie di buoni per la “Sottoscrizione Nazionale a favore della Venezia Giulia” che vengono normalmente fatti rientrare nella categoria dei buoni partigiani; anche in questo caso si riporta il biglietto da 100 lire: significativa dello stato d’animo di chi si trovava a dover vivere in quei territori contesi la scritta al retro: “La Venezia Giulia è sola, disperatamente sola”.

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I biglietti emessi dai partigiani sono della massima rarità, non solo perché il loro possesso poteva significare la morte ma anche perché, alla fine della guerra, questi biglietti furono rimborsati per disposizione del Comitato di Liberazione.




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