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FISCHIA IL VENTO: LA CARTAMONETA PARTIGIANA – II PARTE

mer, lug 21, 2010

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FISCHIA IL VENTO: LA CARTAMONETA PARTIGIANA – II PARTE
di JOHN LAW


E veniamo ad illustrare la monetazione partigiana di altri paesi.

E’ doveroso iniziare dalla Jugoslavia, dove la Resistenza ebbe il massimo sviluppo tanto da risultare alla fine l’unico paese in cui i partigiani riuscirono a liberare completamente il territorio senza interventi esterni.

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Diverse furono le organizzazioni che emisero cartamoneta, tra le più diffuse le emissioni del “GOSPODARSKO FINANCNI ODBOR OSVOBODILNE” (Comitato Economico-Finanziario del Fronte di Liberazione) in realtà dei prestiti all’interesse del 5% al cambio di 38 lire per 100 dinari, per un importo complessivo di 100 milioni di dinari.

I biglietti portano l’indicazione del valore in lire (Lit) e la promessa di rimborso entro tre mesi dalla liberazione del popolo.

Nelle foto i biglietti da 50 e 100 Lit.

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Nel Montenegro i partigiani si trovarono a combattere contro l’occupante italiano; per finanziarsi emisero biglietti da 10, 100 e 1000 dinari che avevano una curiosa particolarità: ogni mese il loro valore diminuiva, ad esempio il biglietto da 1000 dinari ogni mese perdeva 50 dinari del suo valore: lo scopo era di accelerarne al massimo la circolazione.

In Grecia, il 5 giugno 1944, il Comitato di Liberazione Nazionale formava un proprio governo e, al di fuori della Banca di Grecia, ancora in mano ai tedeschi, emetteva biglietti in valuta “oka” da 5, 25, 100 e 500, contromarcati in otto tipi, quante erano le regioni sottoposte al controllo dei partigiani: si tratta, anche in questo caso, di prestiti, simili a quelli jugoslavi, rimborsabili a 6 mesi dalla data di liberazione: un “oka” aveva un valore approssimativo di 2,8 sterline.

Nella foto il biglietto da 5 “oka”.

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Nelle isole Ionie occupate dall’Italia, fin dal 1942 operavano formazioni partigiane, capeggiate da tale Vassilli Rapotikas che, per pagare le sue truppe, utilizzò biglietti delle isole Ionie, sovrastampandoli con un timbro rotondo blu, con la corona reale greca e la scritta “Vassilios Rapotika Sapkgos” e con la sua firma autografa..

Un ultimo accenno ai movimenti di Resistenza in Europa riguarda la cartamoneta polacca: non si tratta in realtà di emissioni autonome, ma di biglietti emessi dalla Banca di Polonia, sotto controllo tedesco, e sovrastampati dal Comitato di Resistenza di Varsavia con frasi inneggianti alla resistenza di Varsavia e all’alleanza inglese-americana-polacca.

Ci spostiamo ora dall’altra parte del mondo per parlare di quella che fu, quantitativamente, la più grande emissione di biglietti della Resistenza.

Stiamo parlando delle Filippine, un arcipelago costituito da circa settemila isole, occupato, ma non interamente, dai giapponesi.

Tale circostanza era stata sfruttata dalla Resistenza, prontamente costituitasi per l’intervento attivo dell’ex presidente delle Filippine, Quezòn y Monila, il quale, rifugiatosi dapprima in Australia e poi negli Stati Uniti, aveva impartito ordini cui si adeguarono le autorità locali delle zone libere.

Nominò così Tesorieri Provinciali con l’incarico di emettere cartamoneta locale e certificati del Tesoro, garantiti dal governo in esilio e che sarebbero stati rimborsati a guerra finita.

Nacque così la “Currency Committees” che, mediante il servizio di “Emergency Currency” riuscì ad assicurare la circolazione monetaria nelle zone libere: nelle località occupate dai giapponesi, la circolazione era invece assicurata da “Coupon Cheque” emessi dalla Guerrilla Currency” .

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Sono qui illustrati i biglietti da 10 pesos (fronte) e 20 pesos (retro) emessi nella provincia di Mindanao, il biglietto da 20 pesos della provincia di Cebu, quello da un peso del territorio di Negros e i 10 pesos di Iloilo.

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E’ difficile sapere con esattezza quali e quante siano state le emissioni di questo tipo nelle Filippine, anche perché parte di esse caddero in mano ai giapponesi, che le distrussero.

E’ comunque da prendere in seria considerazione la catalogazione del “World Paper Money

(Vol. I – Specialized Issues) che riporta ben 1.080 emissioni, con numerose varianti per qualità di carta e colorazione, il che porterebbe il totale a circa 1.500 tipologie.




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