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LA GUERRA DI ABISSINIA E I BIGLIETTI A.O.I. – I PARTE

mer, lug 21, 2010

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LA GUERRA DI ABISSINIA E I BIGLIETTI AFRICA ORIENTALE ITALIANA – I PARTE
di JOHN LAW
Il 2 ottobre 1935 l’Italia dichiara guerra all’Etiopia; il Duce, dal balcone di piazza Venezia annuncia agli italiani che è giunto finalmente il momento di conquistarsi “un posto al sole”.

E così, senza un’esplicita dichiarazione di guerra, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre le truppe italiane, al comando del generale De Bono, passano il confine dell’Eritrea, già  nostra colonia, ed entrano in territorio etiope: il primo obiettivo è Adua, che viene raggiunta il 6 ottobre.

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All’inizio gli scontri sono rari, anche perché il Negus, Hailè Selassiè, ha preferito concentrare il grosso delle sue truppe nell’interno; il terreno accidentato, senza strade battute, e l’organizzazione approssimativa del nostro esercito rendono però difficile l’avanzata.

Da Roma, Mussolini continua ad inviare telegrammi, spazientito per la lentezza delle operazioni: il secondo obiettivo, Macallè, viene raggiunto l’8 novembre, ma i nostri la trovano già  abbandonata. Pur se immortalata dalla propaganda di regime, la presa di Macallè è la conquista di un villaggio di nemmeno cinquecento abitanti, con catapecchie dai tetti di paglia e fango.

Il 12 novembre, un Mussolini sempre più impaziente, sostituisce De Bono con il maresciallo Badoglio, ma la cosa non dà  i risultati sperati, almeno nell’immediato. Anzi, il 18 dicembre, nello scontro di Dembeguinà , gli italiani vengono colti di sorpresa e sono costretti a ripiegare.

In Italia si comincia a temere che le cose possano finire male, il primo ad essere preoccupato è Mussolini, che decide di ricorrere all’arma chimica su vasta scala: l’uso dei gas rende ancora più squilibrato lo scontro, visto che gli italiani già  si avvalevano di una potente arma in più, l’aviazione.

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Il 15 febbraio 1936 nella battaglia dell’Endertà  gli etiopi sono costretti ad una frettolosa ritirata.

La battaglia decisiva si svolge il 31 marzo a Mai Ceu, ed è ancora una volta l’aviazione a fare la differenza: la ritirata delle truppe etiopiche avviene in maniera disordinata e il successivo scontro, sul lago Ascianghi, è un vero e proprio massacro.

Il 24 aprile inizia la marcia verso la capitale, e il 5 maggio Badoglio telegrafa a Mussolini:

“Oggi 5 maggio, alle ore 16, alla testa delle truppe vittoriose, sono entrato in Addis Abeba.”

Il 9 maggio il Duce può annunciare ad una folla in delirio “Il ritorno dell’Impero sui colli fatali di Roma”: è, probabilmente, il momento di massimo consenso per il fascismo.

Vittorio Emanuele III è proclamato Re Imperatore e per celebrare l’avvenimento viene coniata (dal 1936 al 1943) la serie di monete divisionali “Impero”.

La vittoria favorisce gli insediamenti di immigrati e imprenditori italiani nella nuova colonia e nelle limitrofe Eritrea e Somalia, e i tre possedimenti assumono il nome di territori dell’Africa Orientale Italiana (A.O.I.).

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Nel 1938 si decide di emettere per questi territori, dove già  circolava come moneta ufficiale la lira italiana, una nuova moneta, sempre in lire, ma specificatamente ad essi destinata.

I biglietti sono dello stesso tipo (modelli Capranesi) di quelli già  circolanti in Italia, ma con variante di colori e una duplice scritta in rosso sui bordi superiore e inferiore,

Sul bordo superiore viene stampato:

“SERIE SPECIALE AFRICA ORIENTALE ITALIANA”

e su quello inferiore:

“E’ VIETATA LA CIRCOLAZIONE FUORI DEI TERRITORI DELL’AFRICA ORIENTALE ITALIANA”

La prima emissione è effettuata il 12 settembre 1938, nei tagli da 50, 100, 500 e 1000 lire, per un totale di 1.800.000.000 di lire; ne segue un’altra, il 14 gennaio 1939, negli stessi tagli, per un ammontare complessivo di 498.500.000 lire.




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