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I DOLLARI CON SIGILLO GIALLO

mer, lug 21, 2010

Banconote




I DOLLARI CON SIGILLO GIALLO

di JOHN LAW

dollari con sigillo gialloContinua la nostra carrellata sulla moneta d’occupazione utilizzata dagli Alleati in Italia nella Seconda Guerra Mondiale.

Lo sbarco in Sicilia, avvenuto il 10 luglio 1943, era stato deciso a Casablanca nel gennaio di quello stesso anno, con lo scopo di costringere l’Italia ad una resa separata, come poi in effetti avvenne.

Lo sbarco era stato preceduto da violentissimi bombardamenti nella Sicilia occidentale sin dal mese d’aprile, e da un enorme volantinaggio aereo in tutta l’isola, avente lo scopo di provocare disfattismo nella popolazione, incitandola a sollevarsi contro i tedeschi, perché “la Germania combatterà  fino all’ultimo italiano”.

Le fasi dello sbarco sarebbero state definite in una cella di un carcere americano, dove era stato concluso un accordo tra l’esercito ed alcuni capimafia, in particolare il boss della droga, Lucky Luciano.

In poco più di un mese gli americani occuparono tutta l’isola.

dollari con sigillo gialloPer il pagamento delle truppe e delle spese d’occupazione, fu deciso di utilizzare i dollari “Silver Certificates” con sigillo del Tesoro di colore giallo, anziché blu, come da tradizione; questo perché nel caso in cui ingenti quantitativi di dollari fossero caduti nelle mani del nemico, essi potevano essere dichiarati fuori corso, perdendo così ogni valore: gli stessi erano già  stati utilizzati durante l’invasione del Nordafrica (Operazione Torch).

Un’iniziativa analoga era stata presa per le isole Hawaii dove, temendo l’invasione giapponese, furono introdotti dollari con sigillo marrone e sovrastampa “Hawaii” sempre allo scopo di poterli facilmente dichiarare fuori corso. I tagli utilizzati furono quelli da 1 dollaro “series of 1935″ e da 5 e 10 dollari “series of 1934″; tutti portano la firma di Henry Morgenthau jr., Segretario al Tesoro dal 1934 al 1945.

dollari con sigillo gialloIl cambio dollaro contro lira salì rapidamente da 25 a 100 lire per 1 dollaro, e fu codificato dal bando che il governo Badoglio emanò il 24 settembre 1943 con cui veniva dichiarata legale la circolazione in Italia della valuta americana.

Da parte tedesca fu attuata una forte campagna di propaganda contro questi dollari, con un massiccio volantinaggio aereo di biglietti facsimile, recanti scritte squalificanti.

I più conosciuti riproducono al dritto il biglietto da 1 dollaro col ritratto di George Washington, mentre nel retro si può leggere:

“le promesse americane sono sempre state vane, sono balle belle e buone, sono bolle di sapone”.

Gli americani chiamarono questi biglietti “bubble soap dollars”, gli italiani non si lasciarono fuorviare, ben capendo quale sarebbe stato l’esito della guerra.

Poco si sa della produzione di questi biglietti di propaganda, se non che sono stati stampati, probabilmente, a Verona.

dollari con sigillo gialloI dollari con sigillo giallo circolarono dapprima nel sud e centro Italia e, dopo la liberazione, su tutto il territorio nazionale, fino a quando il Governo Militare Alleato non li mise fuori corso, a partire dal 31 luglio 1945.

Dopo tale data il cambio dei dollari con sigillo giallo poteva essere effettuato solo presso le agenzie della Banca d’Italia, e chi avesse ancora detenuto tale valuta dopo il 1° settembre, poteva essere denunciato al Tribunale Alleato.

Concludiamo, come al solito, con un accenno alla rarità  di questi biglietti: i dollari con sigillo giallo sono comuni in conservazione MB/BB, quotati nei cataloghi da 25 a 65 euro; la conservazione SPL raggiunge i 200 euro per il biglietto da 5 dollari, 150 quello da 10 e 75 euro per un dollaro; il fior di stampa, peraltro difficile da reperire, va dai 200 euro per 1 dollaro ai 500 euro per i biglietti da 5 e 10 dollari.

Se, infine, volete mettere in collezione dei dollari con sigillo giallo sappiate che ben difficilmente li troverete più che MB/BB e preparatevi a sborsare un’ottantina di euro.




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