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TOCAIA GRANDE – 3 PARTE

mer, lug 21, 2010

Banconote




BRASILE : TOCAIA GRANDE – III PARTE
di Leo1083

Le elezioni presidenziali tenute nel dicembre 1945 furono vinte a grande maggioranza dall’ex ministro della Guerra, Eurico Gaspar Dutra, mentre il Parlamento formulò una nuova Costituzione, entrata in vigore nel settembre del 1946.

Nei mesi seguenti, sullo sfondo dell’accendersi della Guerra Fredda, apparve chiara la scelta filoccidentale del Brasile, confermata dall’adesione al trattato di Rio e dall’introduzione di misure restrittive limitanti l’attività di esponenti e movimenti comunisti nel paese.

Fu inoltre varato un piano di sviluppo quinquennale, il SALTE ( salute, alimentazione, trasporto, energia).

Nel gennaio del 1951 Getùlio Vargas tornò al potere, dopo aver sconfitto a larga maggioranza i candidati rivali alle presidenziali dell’ottobre precedente. Formato un gabinetto di coalizione con tutti i partiti maggiori, egli adottò misure di emergenza per riassestare il bilancio nazionale, ridurre il costo della vita, aumentare i salari ed estendere l’assistenza sociale; in un secondo momento giunse anche alla decisione di nazionalizzare le risorse petrolifere. La contraddittorietà del programma finì col renderlo oggetto di una dura opposizione sia da parte delle forze moderate sia di quelle radicali, frange delle quali avevano già iniziato a mettere a segno azioni terroristiche.

Nell’agosto 1954 tramonta definitivamente la stella di colui che per 25 anni, nel bene e nel male, aveva condizionato la vita della più grande e popolosa nazione dell’America Latina: costretto a rassegnare le dimissioni per l’aperta ostilità dei vertici militari, Getùlio Vargas si suicida.

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(Juscelino Kubitschek in una banconota da 100 Cruzados del 1987)

Il suo successore, Juscelino Kubitschek, fu il primo dei grandi scialacquatori del Brasile e fece costruire Brasì­lia, la nuova capitale, che avrebbe dovuto fungere da catalizzatore per lo sviluppo delle regioni interne del paese.

L’idea di trasferire la capitale all’interno del paese risale al 1810, ma soltanto nell’aprile del 1956, a seguito di lunghissime e roventi polemiche, fu deciso di attuarne il progetto, realizzato in soli tre anni.

La congestionata e geograficamente periferica Rio de Janeiro non rispondeva più alle esigenze di una nazione fortemente votata alla modernizzazione; il luogo prescelto per la sua edificazione fu l’altopiano di Goias a circa 1000 Km a NO della vecchia capitale.

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(La cattedrale con i palazzi ministeriali)

Concepita dall’urbanista Lucio Costa e dall’architetto Oscar Niemeyer fu costruita secondo criteri razionalistici ed innovativi, con la caratteristica forma di arco con al centro una freccia e larghi viali.

La città sembra lontana anni luce dall’immagine classica di città brasiliana, ed è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987.

Purtroppo la sua edificazione e la necessità di dotarla delle infrastrutture indispensabili per metterla in comunicazione con le altre metropoli del paese, ha avuto come risultato la deforestazione di ampie aree.

Agli inizi degli anni ‘60 l’economia brasiliana doveva fare i conti con una terribile inflazione (determinata in parte dalle enormi spese sostenute per la costruzione della nuova capitale) mentre il paese era in preda al timore della diffusione del comunismo in seguito alla vittoria di Fidel Castro a Cuba.

La rapida crescita industriale di quegli anni si sovrappose alla contemporanea caduta dei prezzi internazionali del caffè e l’inflazione provocò numerose rivolte e scioperi di lavoratori e studenti

Ancora una volta la fragile democrazia brasiliana venne spazzata via da un colpo di stato militare:

nel 1964 il potere venne assunto dal generale Castelo Branco.

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(Castelo Branco in una banconota da 5000 Cruzeiros del 1985)

Nel 1966 la spirale inflativa aveva riportato nei portafogli dei brasiliani, dopo 24 anni, banconote con quattro zeri.

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(Banconota da 10000 Cruzeiros del 1966 stampata dall’American Bank Note Company con raffigurato Alberto Santos Dumont, da molti considerato il “Padre dell’aviazione”)

L’anno successivo avrà luogo la seconda conversione monetaria della storia brasiliana, al Cruzeiro vengono tolti 3 zeri.

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(Banconota da 5000 Cruzeiros con sovrastampa della nuova valuta, raffigurante Tiradentes, eroe e martire della rivoluzione contro i portoghesi nel XVIII secolo.)

Gli anni ‘70 vedono il perdurare dei regimi militari che si susseguono sotto Artur da Costa e Silva, Emì­lio Garrastazù Mèdici, Ernest Geisel e Joao Baptista de Oliveira Figueiredo.

Sul versante economico la situazione incomincio gradatamente a peggiorare, il Pil brasiliano che agli inizi degli anni ‘70 aveva incrementi annui prossimi al 10%, andrà in recessione nel 1980, facendo segnare un -3,50%.

Il clima di controllo e di austerità, dato dal regime militare, fa risentire i propri effetti anche sul piano stilistico della cartamoneta,

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(Banconota da 1 Cruzeiro del 1970)

con banconote che nei vari tagli riportano le figure dell’imperatore e dei primi capi di stato di estrazione militare della Repubblica Brasiliana ( da Fonseca, Peixoto), come a voler cancellare dalla mente dei cittadini l’ideale della democrazia.

“Fine terza parte”




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